FEARLESS (di Massimo Botturi)

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Quando sei così seria, e bianca, un po’ nell’ombra
somigli a una bambina prima del temporale

a una ragazza il giorno d’amore

a un nudo intenso.

Fai come se la donna sia spaventata ancora

la mela morsicata per terra, Dio incazzato.

E un uomo quasi degno di te che non capisce

non ti contiene sì smisurata, dea lacustre.

Quando sei così seria, e bianca, un po’ nell’ombra

finisco il mio lavoro alle sette, torno a casa

a quella senza nome sull’uscio, azzurra in fondo

dopo i tuoi vetri senza le tende. Dopo te

che smetti d’esser seria, e bianca, un po’ nell’ombra.

(Massimo Botturi)

Autoritratto mio.

Parole di Massimo.

..Perché nonostante il tempo che fugge fino a mancare, la poesia ricongiunge sempre chi la dona e chi la sa ricevere…

Grazie Massimo. Sempre.

Stephy

SENZA RESTO

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Franca e Carlo, vivono a Selfservice.
Amano la vita a monete da cinquanta, senza resto.          
Scelgono scadenze brevi, per non avere tempo da guastare.

Ogni tanto ricordano con tenerezza il loro primo incontro: Carlo si presentò a casa di Franca con tre rose in confezioni singole. Quando lei aprì la porta, gli parve più alto che nella foto del Trovapartner a gettoni.
Ci sperava. Si piacquero da subito.

Carlo raccoglie i punti al supermarket. Ne servivano quattordicimila per il viaggio premio di due giorni con itinerario alla consegna, ce l’ha fatta. Porterà Franca con sé nel fine settimana, la destinazione è una sorpresa per entrambi.
Ha selezionato il pieno di benzina alla pompa, ha scelto due succhi numero cinquanta in brick – ultimi a sinistra in terza fila – e una confezione da due tramezzini. 

Ora hanno appena passato il casello sulla Roma – L’Aquila. Pagobancomat.

Senza resto.

DIECI MINUTI 

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Lei prende il treno ogni giorno.
Le piacciono i dettagli della vita, si specchia in galleria.
Lui ha superato l’età della ragione senza averne avuta mai.
Indenne al tempo, impermeabile alla pioggia e alle emozioni.
Lei ha borse grandi e siede nella seconda fila di posti da sinistra, in qualsiasi vagone.
Lui ha lo zaino in spalla e supera sempre la linea gialla, deve entrare per primo, la vita è una sfida.
Lei legge. Lei divora. Occhi fissi su quelle pagine, non c’è nessuno oltre lei.
Lui ha gli auricolari, ascolta canzoni che il mondo non capisce. E muove le gambe a ritmo.
Un colpo improvviso sul ginocchio la scuote.
“Scusa” farfuglia lui, occhi azzurri spalancati, terzo sedile dall’entrata.
“Ah…di niente” risponde lei, occhi nocciola sfuggenti, sorriso timido.
Lei richiude il libro. Scende a Termini.
Lui riaccende la musica. Ancora tre fermate.

UNA VITA

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Occhi fissi, sullo specchio.
Occhi persi, nel passato.
Contavano a mente le rughe dell’amore,
dei tradimenti,
della pazienza e delle parole troppo spese.
Erano i segni che il tempo non cancella,
che conservano memorie di bellezza.
Guardavano i seni svuotati dalla vita,
raccolti dalle mani di tanti,
nessuno come lui.
Esploravano delicatamente le pieghe a margine dei sorrisi,
sorrisi spesso al margine.
Ne cullavano l’eco.
Pettinavano i figli lontani,
aspettavano quelli vicini.
Rimboccavano ogni sera le coperte alla vita
e abbracciati cercavano nel buio,
ciascuno il proprio abbraccio.

NON È DIFFICILE

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Non è difficile.
Assicurati che ogni spazio sia saturo
e che tu sappia contemplare anche il vuoto.
Non lasciare sospensioni in mano ai puntini, né virgole ad aspettarsi qualcosa dopo.
Metti un punto. Oppure no.
Non è difficile.
Non fermarti agli indici, fanno paura, apri i capitoli.
Aprili sempre i capitoli,
divorali, mastica frasi e periodi,
ingoia lacrime e parole,
urla i punti esclamativi prima che muoiano
che una fine è scritta, ma tu lasciala sul comodino.
Non è difficile.