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579795_10200662230946163_1051953449_nDomande.

Mi rimbombano dentro spingendo l’aria verso la bocca, in attesa di essere sputate fuori..libere di risuonare. Emettono vibrazioni, a volte impercettibili, a volte con paurosa eco.

Mi sconvolge sempre il mio bisogno di sapere, di conoscere, di valutare, di pensare…e pur restando fermamente convinta che la felicità non richiede conoscenza, mi rendo conto con rassegnazione che non posso farne a meno.

Ho questa forte tendenza ad esplorare il mio animo, e quello di chi mi sta intorno, cercando spunti, informazioni, segnali, che mi aiutino ad avere la costante sensazione di poter vedere ciò che non si vede, e di percepire ciò che potrebbe succedere.

E così chiedo, indago, esploro…spesso pentendomi appena un secondo dopo aver posto una domanda, perché capita che ciò da cui cerco di tutelarmi mi trovi ugualmente sottoforma di leggero presagio. Ne concludo dunque che la mia ostinazione a volermi proteggere da qualcosa che in realtà non conosco, ma che avverto come minaccia emotiva per il mio equilibrio mentale, è un impegno estenuante oltre che effimero, e che forse farei bene ad accettare il fatto di sentirmi in bilico costante, godendo di quegli attimi di beata ignoranza che ogni tanto potrei concedermi. Ovviamente il condizionale è d’obbligo, perché le lucide analisi fanno parte di un comportamento ideale che difficilmente si riesce ad attuare. Ma imparerò..lo sento.

La psicologa sarebbe fiera di me!!

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