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mani_mammabimboC’è da dire che io sono una gran “piagnona”, e la premessa è d’obbligo per capire come il DNA della mia prole possa essere condizionato dalla lacrima facile.

Capita che il cinquenne di casa sia in una delle fasi di crescita che a noi sembrano solo un lontano e tenero ricordo, mentre in realtà sono le basi di quello che siamo oggi.

Mio figlio dunque sta passando quelli che per lui sono degli ostacoli molto importanti, con l’iper-sensibilità emotiva che io gli ho tramandato, ed in questo mi prendo tutte le necessarie “colpe” visto che mio marito, pur essendo un tipo chiuso, gli ha tramandato altre caratteristiche.

Mi trovo ad affrontare le paure di mio figlio mettendomi quasi nei suoi panni, e mi dispiace immensamente vederlo preda di estrema timidezza, del timore dei bambini più grandi, paura di crescere percependo la crescita come non dipendenza da papà e mamma.

Osservarlo e cercare di parlarci, è un compito davvero difficile, e rendersi conto che qualsiasi cosa gli dica lui dovrà comunque riuscire da solo ad affrontare queste situazioni, lo è ancora di più. E’ questo quello che nonostante tutta la mia consapevolezza e la comprensione psicologica che credevo fossero sufficienti, mi spiazza…la forza e il coraggio di lasciarlo crescere da solo, limitandomi solo a guidarlo nella sicurezza di sé stesso.

E così mi ritrovo ad inventare ed a leggere favole che possono essergli d’aiuto, oppure a raccontargli di come alla sua età io fossi come lui, sperando che in qualche modo possa contribuire a renderlo più sereno ed a farlo sentire pienamente compreso.

Per quanto io mi possa essere preparata psicologicamente, ci sarà sempre qualcosa per cui dovrò assistere con apparente impotenza alle piccole grandi difficoltà di mio figlio, e accettare di prenderlo solo per mano e guidarlo, mentre in realtà vorrei fornirgli le soluzioni ad ogni problema.

E’ dura, ma ce la posso fare!!!!!!!!

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