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Mi sento responsabile dell’estrema emotività di mio figlio.

Come ho già detto infinite volte, la causa genetica potrebbe essere un’attenuante, viste le complicazioni che anche io in passato ho avuto dalla mia, di emotività…ma si tratta di mio figlio, ed in lui c’è un intero carico genetico familiare incatenato in un DNA misto che farebbe impallidire Freud, Jung, o chi per loro.

Lo guardo e vedo me alla sua età (ma anche un pochino alla mia attuale)…vorrei essere in grado di rassicurarlo, di aiutarlo…mentre l’unica cosa che posso offrirgli è la mia comprensione, e la costante comunicazione del bene che gli voglio. Ma non è sufficiente.

Vorrei portarlo per un momento nel futuro, per fargli vedere che le sue paure spariranno prima o poi…che non c’è motivo di averle…che ne arriveranno magari altre più grandi…e che tutto si supera.

Ma non funziona così, ed è questa la cosa difficile, avere pazienza ed aspettare. Aspettare che la crescita lo aiuti e che lui impari ad affrontare paura e timidezza con sicurezza in sé stesso.

Realizzo purtroppo che essere una donna ed una mamma insicura di sé stessa, non è un fattore che aiuta…ma confido nell’amore, quel grande motore che spesso fa girare le cose nel giusto verso compensando alcune piccole “difficoltà tecniche”….e alla fine cresceremo insieme.

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