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Lascio andare queste mani

alla ricerca di tasti conosciuti

e già sfiorati.

Rimandano ai tempi di un confine indefinito,

valicabile,

e temuto in quanto labile.

Ed io lì,

col mio carico perenne di incertezze

seguivo da lontano

sorridendo,

vestita a festa nel mio ruolo,

mentre

con la mia maschera di forzato entusiasmo

nascondevo quei solchi

di lacrime asciugate,

che ancora bruciano.

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