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E’ lo spazio,

è la distanza,

che s’insinua tra i segni di un detto

e i graffi di un vorrei,

e fa male.

Di un dolore che attinge alla sua natura

per amarsi malinconico,

a nervi scoperti,

e non voler guarire.

Così mi nascondo,

dietro una maschera ad occhi chiusi

per saggiare il buio e le sue carezze,

avvolta dai frammenti di quell’universo.

 

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