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Un clown che non piange,

nell’allegra tristezza del suo volto dipinto.

Un domatore in gabbia,

che danza al ritmo della sua frusta.

Una trapezista immobile

con lo sguardo fisso nel vuoto.

Spalti occupati da animali divertiti.

Un nonsenso che rompe gli argini

di un assurdo rivelato,

a tratti,

accennato.

Ed io qui 

col mio bagaglio di scomposte emozioni,

in fila per un posto da protagonista,

nel circo surreale e silenzioso

degli acrobati stanchi.

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