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C’era una volta una volta.

Il docile lupo vagava tranquillo per i boschi.

Il cappuccetto di Cappuccetto, divenne rosso

per il sangue che lasciava al suo passaggio.

La nonnina attese invano una nipote che ormai non esisteva più.

Tristezza nel bosco.

Tre porcellini di passaggio decisero di stabilirsi lì,

e ricominciare da zero dopo aver perso tutto  al gioco.

Costruttori di dubbia fama e dai loschi traffici.

Indagati per la scadente qualità di paglia e legno, optarono per il mattone.

Non calcolarono bene le tangenti da elargire, e furono arrestati per abusivismo.

Compagni di cella di un burattino di legno.

Pinocchio stavolta aveva esagerato ed era finito dentro.

I carabineri cercarono di aiutarlo,

ma quando uno finisce in un brutto giro è dura.

Le attenuanti per disagio psicologico non servirono.

Dannata società moderna….non riconoscere la disfunzione della personalità di un burattino di legno che si ritrova un padre in carne ed ossa.

Che poi Lucignolo ha mentito, era con lui quella sera, a sparare cazzate per far allungare il naso al suo amico.

Ma la polizia trovò solo Pinocchio incastrato col naso nella cassaforte di Volpe e Gatto.

E quando serve una fata turchina, mai che se ne trovasse una disponibile.

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