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Stamattina ho il pc dell’ufficio fuori uso.
La rete è saltata, il disco è saltato…e io salto.
Arriverà il tecnico, ma solo nel pomeriggio, il che mi permette di passare la mattinata a farmi i beati cavoli miei con la scusa che “tanto non posso lavorare sui miei files”.
Dunque eccomi qui, a scrocco su un altro pc, in attesa che questo lunedì, assuma sempre più le sembianze di un vero lunedì, e non di un giorno di svago semiweekendesco.
Passo in rassegna il mio repertorio blogghesco, e mi convinco che NO, non mi va di scrivere un dialogo surreale… NO, non mi va di scrivere una poesia…NO, non mi vanno i giochi di parole.
Voglio solo ridere e distrarmi, ho bisogno di ridere e distrarmi…e chi meglio di me può aiutarmi??
Mi basta pensare ad alcuni fatti della mia vita per scoppiare in fragorose risate…ai paradossi, alle fiere dell’assurdo, alle persone surreali che ho conosciuto e che mi capita di conoscere…costantemente….e se dovessi raccontare tutto, non mi basterebbe un Blog.
Al momento dei fatti, ti senti persa nel vortice del dramma, dell’incomprensione…poi arriva il famoso “senno di poi”, ed inizi a ridere….e ti mancano quelle persone…vorresti avere ancora il privilegio di viverle, di ascoltarle, di mandarle a quel paese, di emozionarti per loro e con loro.

Dunque questa mattina penso a voi, persone strane della mia vita, e vi ringrazio per avermi fatta diventare quella folle che sono…

Grazie a te, amica del treno che ad un minuto dalla conoscenza, mi dicevi di essere fortemente depressa;

Grazie a te, amico del cuore che appena presa la patente mi passavi a prendere facendomi fare  solo il giro del palazzo per settimane…per paura di ammaccare la macchina;

Grazie a te, appuntamento al buio che senza problemi mi hai proposto di passare la serata in uno strip club…ah, non era vero che dovevo subito tornare a casa x dei problemi…stavo scappando;

Grazie a te, grande amore conosciuto per uno scherzo telefonico che hai anticipato di anni le varie chat e mi hai dato modo di vivere l’esperienza più curiosa della mia vita…il primo incontro dopo 2 mesi di telefonate non lo dimenticherò mai;

Grazie a te, amica che ti ubriacavi la sera mordendo a tutti i piedi da sotto il tavolo;

Grazie a te, amica del corso di chitarra che sapeva suonare esclusivamente l’assolo di Patience…e volevamo pure  formare una band;

Grazie a te, breve amore che mi hai lasciata perché con me “si poteva anche parlare”;

Grazie a te, compagno di scuola che dopo anni incontro in centro città…a Dublino;

Grazie a voi due, amiche matte che alla festa della donna di tanti anni fa mi avete fatto fare il giro del Raccordo tre volte mancando ripetutamente l’uscita giusta…ed eravamo sobrie;

Grazie a te, amico che mi hai convinta ad aprire questo Blog…la cosa più assurda di sempre.

L’elenco sarebbe infinito, perché gli anni sono tanti…magari potrei farne delle puntate…
questa sarebbe dunque la prima parte.

Ciao.

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