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Stasera d’impulso vorrei fare la drammatica, perché la mia giornata è stata un tantino pesante, e guarda caso capita che i toni drammatico-poetici mi aiutino a sfogarmi.
Ma no.
Alla fine se c’è uno scopo a tutto questo, è quello di saperci osservare nello stesso modo in cui osserviamo e filtriamo l’universo che abitiamo, permettendo alla nostra libera espressione di divenire ponte tra la nostra anima e il mondo esterno, senza mai scordare di essere noi stessi parte del mondo esterno, ed in quanto tali, di avere diritto a  conoscerci facendoci conoscere.

Ed io voglio conoscermi e ri-conoscermi, non permettendo mai alla mia parte drammatico-tragico-poetica di soppiantare totalmente la mia vena ironico-demenziale-prosaica….ragion per cui ora mi sento di pormi e di porvi le seguenti questioni, nella speranza che mi aiutiate a fare luce su alcuni misteri irrisolvibili relativi ai “modi di dire”.

PERCHE’ SI DICE (e non “cosa vuol dire”):

– Prendere in giro ( girare intorno?)
– Giu’ di morale (chi stabilisce dov’è il morale…e soprattutto cos’è il morale?)
– Bestemmiare come un turco (perché proprio i Turchi?)
– Fare sega a scuola (capisco “marinare”, ma “fare sega” no..)
– Dare il due di picche (perché proprio il due di picche, e non quadri?)
– Avere gli occhi foderati di prosciutto (Crudo? Cotto?…e perché non salame?)

OK…Ora posso ricominciare a pensare a forme poetiche di autodistruzone….

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