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Improvvisamente stasera mi sono accorta di una cosa.

Credo di aver trovato una nuova nota, intonata, nel motore di ricerca più famoso al mondo.

Non che ci fosse una ricerca in atto, o qualche necessità di sorta, ma è una di quelle sfumature della realtà che ogni tanto mi capita di elaborare alla Stephymaniera, con tanto di colonna sonora che fa da sottofondo all’attimo di entusiasmo e lo zoom di una telecamera a fuoco sulla mia espressione ebete.

Insomma, per farla breve:
Provo sana invidia e ammirazione per l’omino di Google Maps.

Si, proprio lui, quello che viene trascinato ogni volta che cerchiamo una strada o un tragitto da fare per raggiungere una destinazione.
Avete mai guardato con attenzione il momento del distacco corporeo dell’omino che da semplice logo stilizzato, diventa una sagoma arancione in grado di volare sul mondo mappato?
Avete notato il senso di libertà e la spiritualità che lo governa?
Proteso in avanti, col petto lanciato e le gambe leggermente indietro, sembra un anima  che vaga da un posto all’altro, tanta la leggiadria nel librarsi.

Lui se ne sta lì…in piedi, dritto, in attesa…e ad un tratto arrivi tu, che devi andare in Via Pinco Pallino, lo prendi e lo porti lì, e con un click, lui si è già fatto chilometri di viaggio.

Il suo unico scopo è viaggiare, esplorare…è sempre pronto….e non sa mai se andrà dietro casa, o lontano….sorpresa.

Alle 00.15, urge dare un nome al mio omino.

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