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Eccomi di nuovo a tentare di esorcizzare un umore altalenante, deviando il pensiero verso nuovi assurdi decaloghi.
Ma alle 00.22, mentre sono nel mezzo dei miei pensieri surreali,  mi ricordo improvvisamente di avere una smodata fobia degli insetti, e non credo che quello zanzaragno sia al corrente di questo, perché si diverte a svolazzare vicino alla semiapertura della finestra, e devo prendermela solo con me stessa per non averla chiusa prima.

Mentre scrivo lo tengo d’occhio, non che serva a molto, ma a quest’ora non posso svegliare mio marito per ORDINARGLI di cacciare questo mostro alato, dunque devo continuare a far finta di nulla, e ogni tanto osservarlo di sfuggita, tanto per non destare sospetto….temo che quest’essere avverta la mia paura.

E’ comunque l’occasione per scavare a fondo in questa mia fobia, andando a ritroso per scandagliare bene gli episodi che hanno contribuito a farmi tremare alla vista di un inconsapevole zanzaragno.

Direi che i seguenti  “inconvenienti” possano essere piuttosto esplicativi:

– Una sera di molti anni fa, ho trovato un ragno (di quelli con le zampe non fine) che dormiva nel mio letto….e dopo un sussulto, e un acuto inghiottito per l’ora tarda, ho stabilito fosse meglio non svegliarlo e accomodarmi sul divano. A distanza di tempo ricordo perfettamente ogni sfumatura cromatica del ragno, chissà se lui ricorda le mie.

– Un giorno di 5 anni fa camminavo sul lungomare, spingendo il passeggino, quando all’improvviso un aereo volgarmente chiamato “cavalletta” è andato a precipitare nei miei capelli. Ora, voi non mi conoscete, non potete dunque immaginare che i miei capelli ricci hanno il potere di imprigionare le cavallette.
Appena il jet ha urtato la mia testa, ho fatto un salto acrobatico con successiva coreografia “scacciainsetti”, nel tentativo di far uscire la bestia da quel groviglio scapigliato.
La gente intorno mi osservava interdetta non capendo il motivo di tanta agitazione, e del perché io gridassi picchiandomi la testa.
Alla fine tra saltelli, e scuotimenti di capelli, la cavalletta è volata via….ed io ho ricominciato a respirare.

– Sempre anni fa, durante una scampagnta, ho lasciato il mio zaino poggiato allo steccato di recinzione,,,e a fine giornata non mi sono accorta che una specie di millepiedi, si era poggiato sugli spallacci, e ì si sentiva in dovere di pizzicarmi  il braccio. Reazione tremendamente urticante.

Bene…sono pochi punti, ma importanti.

Nel frattempo lo zanzaragno è sempre lì,  sul muro.

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