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LEGGETE QUI:

http://gaianews.it/attualita/il-geyser-di-fiumicino-diventa-un-vulcano-di-fango-44700.html#.UiTdBNK-21c

Sicuramente molti di voi avranno letto questa notizia, magari in qualche trafiletto nell’angolo in basso dell’ottava pagina dell’allegato all’inserto locale di qualche quotidiano.

Le notizie di attualità internazionale e nazionale in effetti non lasciano molto spazio ai piccoli avvenimenti locali, e tra guerrafondai e schifezze politico/economiche di nostrana produzione, posso capire che alcuni argomenti passino totalmente inosservati, a meno che non si tratti di qualche notizia di cronaca nera dell’ultimo secondo o di qualche fatto della casa reale inglese, che grazie alla professionalità di molti giornalisti potrebbe scalzare una guerra dalle notizie principali.

Insomma, la solita logorrea per arrivare al punto, ed il punto è questo:
DIETRO CASA MIA C’E’ UN VULCANO CHE PRIMA NON C’ERA.

Pochi giorni fa questa notizia di un geyser improvviso sprigionatosi da una rotatoria stradale, mi ha fatto pensare in tutta onestà a qualche rifiuto tossico sotterrato che avesse iniziato ad espellere qualche sostanza nell’aria (e non mi venite a parlare di retorica per il fatto che siamo in Italia e bla bla bla…non mi sarei meravigliata affatto), invece a distanza di giorni si viene a scoprire grazie ad alcuni geologi ed esperti, che quel piccolo buco fumoso sarebbe il cratere di un minivulcano di fango che produce esalazioni di anidride carbonica e altre sostanze tipiche di queste minieruzioni.

Sembra che il fenomeno sia frequente, e che nel Lazio siano presenti queste tipologie di vulcano, così come in Islanda, in Romania e in altre parti del mondo….un microcosmo di minivulcani fangosi di cui assolutamente ignoravo l’esistenza.

La particolarità di quest’ultimo nato, è che invece di trovarsi ad un’altezza adeguata o in zone di campagna, si sia formato in mezzo alla strada, vicino all’aeroporto….immediatamente transennato e ovviamente preso d’assalto da curiosi passanti.

Ed è qui che mi è scattata la tenerezza.
Si, perché mentre ancora lo stanno studiando, lui cresce… il minicratere diventa più largo, e i suoi “sputi” fangosi arrivano alla distanza di tre metri.
Lo studiano e lui continua a sbuffare, e chissà se crescerà ancora o no, oppure se morirà dopo una breve vita, fatto sta che mentre io già davo per scontato l’interesse “mangereccio” di qualche imprenditore territoriale proiettato nella surreale visione delle TERME DI FIUMICINO, leggo invece che si sta pensando di chiudere il cratere.
Ovviamente termineranno prima gli studi per essere certi dell’entità del fenomeno, ma pensano comunque di CHIUDERLO.

Ed è qui che la tenerezza provata si rinforza….perché lui è piccolo…ed io non voglio che lo chiudano col cemento, e dunque
FACCIO IL TIFO!!

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