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Una giornata di fine estate, che memore della calura desiderata, non accenna a diventare autunno.
Io ne risento.
Mi prende la smania dei colori rossi e gialli, e la necessità di vedere cieli polarizzati in contrasto con i rami spogli degli alberi lungo i viali.
Ho voglia del freddo di prima mattina e del mio mare calmo e gelido.
Ho bisogno di ricominciare a prendere il cappuccino caldo, perché in quello freddo mettono troppo caffè.
Voglio fare i soliti giri per negozi alla ricerca del leggendario “giacchetto di mezza stagione” … dicono che esista, ma tendo a pensare che sia una figura mitologica, al pari della “scarpa di mezza stagione”, che ormai si vedono piedi inguainati da stivali anche in pieno agosto, e la cosa mi rende insofferente.
Poi c’è la vendemmia settembrina…aspetto con impazienza quella domenica dell’anno in cui andiamo a fare la gita della vendemmia con mio figlio, che si sa…i figli diventano spesso l’alibi per non dover ammettere che sei tu quella che va pazza per gli stivaloni nel fango, la possibilità di smangiucchiare gli acini prima di metterli nella cesta, i panini mangiati annusando il profumo di campagna, i giochi all’aria aperta.
Devo riuscire al più presto ad arrivare all’ora del pranzo domenicale con l’acquolina in bocca e il desiderio di zucca o castagne.

Invece sto qui, a contemplare un cielo meraviglioso in un giorno troppo sospeso tra estate e autunno, pensando se domani sarà o no il caso di andare al mare, e mi snerva il pensiero del costume e dell’appiccicume di una protezione 30 sulla mia pelle dal colorito mozzarella.

Dunque mi tuffo negli impegni quotidiani con l’autunno nei pensieri.

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