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Non è frequente che io inserisca musica nei miei post.

A dire il vero credo sia successo solo una volta, all’inizio della mia avventura BLOGGARA, quando ancora non sapevo bene che forma dare al mio caos.
La ragione di questa mancanza musicale, è che AMO la musica…la amo così tanto che qualsiasi spazio per parlarne sarebbe riduttivo e conterrebbe a fatica un universo fatto di note ed emozioni.
Chi mi conosce nella realtà e chi ha più confidenza con me nel mondo virtuale, sa di cosa parlo.
E’ difficile per me parlarne, perché appena inizio trovo mille collegamenti tra generi, artisti, aneddoti, e parto per la tangente perdendomi lungo la  strada senza riuscire poi a tornare.

Stasera però dovevo farlo…un po’ perché oggi in ufficio è stato il  GUCCINI TRIBUTE grazie ad un post di  Intesomale, ma soprattutto perché ascoltando Francesco tutto il giorno, mi è sembrato ad un certo punto di aver tradito LUI, l’autore che praticamente mi ha cresciuta.
Ma non parlerò di musica, mi soffermerò sul lato emotivo, su quello che ognuno vive in modo strettamente personale, al di là del gusto e degli aspetti tecnici.

Io FABER me lo sono trovato in famiglia .
E’ stato il poeta più ascoltato in casa mia, il più strimpellato da mio padre, il più studiato da me. E’ stato una felice costante nel tempo, fino ad ora.
Ha scritto versi di rara bellezza e intensità, mai banali, mai esagerati, sempre densi di significato e ideali condivisi.
Ci sono alcune canzoni che riascoltandole a distanza di tempo continuano a farmi venire un brivido forte, e questa è una di quelle, anche se più recente rispetto a tante altre.

Di  FABER amo ogni nota e ogni parola, ogni sfumatura sussurrata o cantata con la fermezza di chi sapeva bene come imprimere una sensazione e scuotere gli animi.

Ho scelto dunque questo pezzo per congedarmi questa sera, perché fa parte di un album a me caro per vari motivi, e la versione LIVE è perché credo che questo sia in assoluto il concerto che NON SONO RIUSCITA A VEDERE,  a cui tenevo veramente.

Buon ascolto, e Buona Notte.

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