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E’ di nuovo lunedì.

Sono in ufficio, cullata dalle note infinitamente dolci e coinvolgenti di Fiorella Mannoia che canta Dalla, e mi sto prendendo una pausa “caffè letterario”.
Come al solito il mio lunedì è iniziato con i capricci poco convinti di mio figlio che memore del ponte lungo passato insieme, cerca di convincermi a non mandarlo a scuola, ma risolviamo tutto appena ricorda che può portare con sé le carte Pokemon per giocarci durante la ricreazione con gli amichetti…e fortuna che a lui piace davvero andare a scuola, perché ora ancora si scherza ma tra 5 anni, quando finiranno le elementari, le carte Pokemon saranno ancora capaci di motivare? Non credo.

Un’altra cosa che il risveglio del lunedì ha portato alla mente, è il ricordo del film visto ieri sera.
Per una volta speravo davvero che il buon Leo Ortolani avesse torto e che Man of Steel fosse un film che meritava di essere visto, ma aveva ragione lui e soprattutto la sua parodia fumettistica.
Alla fine è sempre un film su Superman, e ormai non può essere considerato un supereroe in confronto ai megasupercazzuti personaggi marveliani.
A Superman puoi cambiare poco a parte il titolo, la trama è sempre la stessa, i cattivi sono sempre gli stessi, lui è sempre uguale, e  costante rimarrà sempre il grande mistero su cui tutti si interrogano da anni ogni volta che esce una nuova versione: Ma come fanno gli abitanti di Metropolis e gli impiegati del Daily Planet a non capire che Clark Kent è Superman???…eddai, ha solo gli occhialetti in più, ma si vede benissimo che è lo stesso sallucchione intutato!!!

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