Ribloggare è un dovere, quando ci sono versi di tale e rara bellezza.
Massimo Botturi è un bravissimo poeta contemporaneo, e poter leggere i suoi componimenti è un onore.
Grazie Massimo.

massimobotturi

Il sole provocò gravi perdite alla flotta.
Pitagora ne colse il segreto,
e te lo rendo,
ogni qualvolta sfiori il mio semplice restare
la debole frazione di ciò che chiami, Pelle.

Distesi come angurie mature
poi il frumento, i passi verso casa
tra vecchie irrigazioni;
il pavimento buono per metterci i tuoi piedi
e farti risalire al costato linfa e miele.
Le piccole persiane scrostate.
Aperte.
Chiuse.
Ti tocco per le spalle,
ed è punizione pura
il fremito è di quelli che il fuoco lascia in danno.

Sarebbe stato meglio levare il vetro scuro?
Nel tempo dell’eclissi mangiavo in piedi, fuori
avevo mica tempo da perdere
né amore, da riservarmi come un bel premio.

Avrei sciupati
per sempre forse gli occhi
nella mia notte eterna.
Avrei provato il sangue che bolle delle streghe
la fissità dei giochi a Pompei
il volo primo
degli angeli scappati da fabbriche incendiate.
Avrei tenuto…

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