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http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/11/05/news/atac_bonini_e_autieri-70260424/?ref=HREC1-4

“L’inossidabilità del Sistema Atac ha una ratio, a quanto pare. Che sembra un segreto di Pulcinella e che una fonte interna all’Azienda (di cui Repubblica conosce l’indentità e a cui ha assicurato l’anonimato) racconta con assoluta franchezza. Così: l’Atac stampa biglietti per autobus e metro. E i biglietti sono denaro. Chi ha le mani sui biglietti, ha le mani sulla cassa. E se quella cassa è in parte in chiaro e in parte in nero, perché quei biglietti sono in parte veri e in parte falsi, chi ha le mani sull’Atac ha di fatto le mani su una banca che batte moneta.”

Il dossier di Repubblica spiega dettagliatamente tutti i retroscena di questo schifo.
Niente di nuovo nel leggere che l’ATAC ha da sempre mandato avanti un’attività basata su accordi di partito, appalti gonfiati, assunzioni dei “parenti di” e “amici di” , ma questa truffa ai FINTI danni di un’azienda già in danno che veniva peraltro perpetrata all’interno dell’azienda stessa è quanto di più becero potesse emergere, eccheccavolo!

Biglietti clonati per creare fondi ai partiti con il ricvato di queste vendite a nero.

La cosa drammatica è che leggendo queste cose la rabbia lascia quasi spazio alla rassegnazione.

(il QUASI è per quel lumicino di incazzosità che spero non si spenga mai)