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“Sembra quasi che insieme ai miei capelli, io abbia tagliato un po’ di vitalità.Come se per eliminare il crespo ribelle, io mi sia snaturata.
Questa sansoniana condizione mi snerva.”
(non c’entra niente con il post, ma oggi mi sento così)

Qualche anno fa (circa 6) avevo dei capelli cortissimi e mi stavano molto bene perché avevo il volto magro, anche se mi si vedeva di più il nasone, ma non sentivo più l’esigenza di nasconderlo come avveniva ai tempi della scuola.

Ricordo che portavo i capelli lunghissimi e con una strategica riga in mezzo che mi faceva ricadere la massa informe ai lati del viso in modo da coprire il profilo. In realtà credo che la cosa abbia fatto aumentare per anni le prese in giro nei miei confronti perché spesso guardandomi allo specchio avevo l’impressione di somigliare a “cugino It” , ma nasone e riccio.
Insomma
è vero che l’adolescenza e gli anni immediatamente successivi sono il vero buco nero della psiche giovanile,
è vero che i ragazzini a quell’età sono dei veri cani sciolti e sanno fare male con la consapevolezza da poco acquisita,
è vero che non ci sono vincitori né vinti ma lo si capisce solo dopo,
è vero che in quel periodo i difetti estetici sono più evidenti perché il fisico è in via di sviluppo e subisce dei cambiamenti,
è vero che questi difetti balzano subito all’occhio di chi è soggetto ad altrettanti cambiamenti ma di natura emotiva e psicologica,
é vero che i difetti si nascondono spesso esaltandoli, ma anche questo si intuisce col famoso “senno di poi”,
è vero che nascono complessi e atteggiamenti (spesso di difesa) che rimarranno a vita nei nostri rapporti emotivi e sociali, determinandone l’andamento e la natura,
è vero che tra questi atteggiamenti c’è anche l’autoironia che salva più vite della psicanalisi,
è vero che crescendo si rafforzerà il carattere, ma spesso si mostra una dura corazza che nasconde una scarsissima autostima,
è vero che se c’è una famiglia alle spalle che ti sostiene e che si adopera per instaurare un dialogo per non lasciarti sola/o, è tutto più facile,
è vero che il dialogo non elimina il problema, ma aiuta certamente a rassicurare e rafforzare la fiducia in sé stessi oltre che offrire uno sfogo importante e assolutamente necessario,
è vero che questo dialogo spesso manca perché si minimizzano le difficoltà in relazione all’età,
è vero che bisogna creare un mondo all’altezza dei bambini prima e dei ragazzi poi, ché loro sono il risultato delle nostre esperienze e dei nostri valori.

Un po’ di tempo fa su Facebook, ho fatto amicizia con la persona che a scuola mi rendeva la vita impossibile, e incredibilmente a distanza di anni mi ha chiesto scusa.
Questo vuol dire che ci rendiamo perfettamente conto dell’importanza che certi comportamenti hanno sulla propria vita, sia per chi subisce, sia per chi “perpetra”.
Mi piace pensare che i figli del mio amico si comporteranno diversamente dal padre, e il suo gesto me lo fa ben sperare.

Vogliate perdonarmi se ho parlato della mia esperienza personale per riflettere un po’ sul duro scoglio adolescenziale che tra qualche anno mi riguarderà da vicino e che spero di affrontare nel modo più giusto per mio figlio (dico questo anche perché i geni materni potrebbero influire molto sulla crescita esponenziale del naso di mio figlio 🙂 )

NON è vero che i problemi passano da soli  in virtù della crescita fisica.

Mi sono stancata di leggere notizie come quella di oggi.
Una ragazzina di 12 anni non deve buttarsi dal balcone di casa perché a scuola e tra le amicizie le danno in continuazione della “cicciona” e lei non ce la fa più a sostenere le umiliazioni.

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