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STEPHY-SCARABOCCHI

Non so voi, ma con una penna a tratto fino in mano, posso diventare davvero pericolosa.
Sono sicura che mentre siete al telefono, anche voi avete l’abitudine di scarabocchiare qualsiasi pezzo di carta abbiate a disposizione, trasformandovi in vandalici artisti del graffito. Ho sempre trovato affascinante il risultato di questi tratti apparentemente casuali, fatti in stato di semi-coscienza, mentre la mente è concentrata sul filo logico di un discorso e le mani prendono vita propria tipo trance medianica o ipnosi, ed è sorprendente la realizzazione di quanto disegnato una volta tornati alla realtà.
La particolarità dei miei scarabocchi, che sono da sempre così articolati e al massimo cambiano colore o prospettiva , è che non finiscono mai a meno che io non perda il foglio o non termini lo spazio concesso, continuano all’infinito arricchendosi di nuovi incastri e forme.
Non so cosa vogliano dire, non so quale emisfero cerebrale abbia la meglio nella scelta dei grovigli, ma francamente mi chiedo:
Cosa accadrebbe se invece del foglio di carta, io avessi a disposizione una parete?

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