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Ricordo,

musica che lenta accompagnava

danze incoscienti di me stessa,

quando ogni nota sembrava sorridere

e restare sospesa nell’aria

che tutto poteva accadere.

Ricordo,

come un ballo poteva durare

come un ballo poteva finire.

Occhi negli occhi,

e occhi sfuggenti

a cercare rifugio sicuro dalla realtà.

Ricordo,

abitavo vesti spoglie d’ogni ornamento,

curavo ferite con lo zucchero

e graffi con i sogni.

I sorrisi erano scuri finché bastava,

e non chiedevano aiuto per restare.

Ricordo.

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