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KILLER IN VIAGGIO

Ieri sera ho noleggiato un film.

Ero davanti al solito scaffale del videonoleggio in cerca di qualcosa di nuovo, e mi è andato l’occhio su questo titolo, che è tradotto dall’originale Sightseers (turisti) perdendo come al solito d’impatto nell’italianizzazione.
Sono rimasta colpita.
La descrizione riportava “Black comedy inglese”, e io mi aspettavo qualcosa a metà tra LA FAMIGLIA OMICIDI e L’ERBA DI GRACE, ma è stata una vera sorpresa scoprire che in realtà è molto più dark ed esce fuori dai canoni tipici della commedia inglese.
Ovviamente nella stessa descrizione leggevo anche “esilarante commedia”, e non so chi si occupa delle locandine dei film, ma credetemi non ha nulla di esilarante, almeno secondo i miei parametri.
Io l’ho trovato un film notevole, non scontato, egregiamente interpretato da due attori che rappresentano alla perfezione i profili dei due protagonisti, in continua evoluzione psicologica.
La trama è accattivante:
Un aspirante scrittore all’apparenza mite e timido, porta in vacanza la sua neofidanzata dog-sitter che vive con una madre soffocante e paranoica. Partono con il camper, e girano la meravigliosa campagna inglese visitando posti a lui molto cari, che vuole condividere con lei, fino ad una meta che per lui rappresenta la fine del viaggio. Durante il percorso, emergono i risvolti psicologici dei due, che per motivazioni differenti vivono una condizione di repressione e di blocco emotivo che determinano in lui una crisi di ispirazione per il libro, e in lei un esaurimento nervoso dato dalla convivenza con la madre. Il viaggio si carica dunque di aspettative e idealizzazioni che puntualmente vengono messe a repentaglio dall’incontro con vari personaggi che spesso costituiscono, anche solo per una banalità, un ostacolo alla loro ricerca di tranquillità e al completamento del loro percorso.
Assistiamo dunque ad una serie di omicidi commessi dai due per motivi futili ai nostri occhi, un’ escalation che inizia con l’uccisione di un turista reo di aver buttato per terra la carta di un gelato e di essersi rifiutato di raccoglierla, scatenando così il lato maniacale di lui che finisce per coinvolgere anche lei per natura fragile, in un crescendo di follia e di amore.
Tutta la storia è velata di un umorismo tipicamente inglese, che da leggerezza agli omicidi e ai personaggi, e si sposa magnificamente con l’atmosfera del bellissimo paesaggio di campagna che è perennemente tra la quiete e la tempesta (interiore dei due)…il tutto splendidamente accompagnato da una colonna sonora perfettamente e sobriamente  “dark” (Depeche Mode tra tutti).
Si ride, anzi si sorride, e si arriva con curiosità al finale, che non posso svelarvi ma che è inaspettato e a mio parere è denso di rara poesia.

Io non sono una critica cinematografica, si capisce bene, e il mio vuole essere un sincero consiglio.

Ciao.