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UN CONTRATTO PARTICOLARE

E’ difficile farsi un’idea di fronte a casi del genere quando non si conosce la realtà dello scenario, e quando l’unica cosa che subito balza agli occhi è lo schifo marcio di una società malata.

Parliamo di un contesto in cui dilaga corruzione, ma non quella materiale, la corruzione di cui parlo io è quella dell’anima…quella che è evidentemente presente fin dalla nascita e che il sistema contribuisce a far emergere sotto molteplici forme…una sorta di “lato oscuro” che ci trasciniamo dietro geneticamente, e che è influenzato dall’ambiente in cui ci troviamo a crescere, perché io sono sicura che l’assessore di cui si parla nell’articolo, da piccolo “rubava le merendine nello zainetto dei compagni di classe” ed è rimasto bullo da grande.

In questa vicenda c’è il bullo prepotente a cui la società ha dato modo di esercitare il suo potere per fini personali libidinosi, e c’è lei, la segretaria “particolare” che si dichiara vittima di un contratto impostole dal suo capo, riguardante l’onere di fare sesso quattro volte al mese con lui, prestazione extra rispetto al suo normale lavoro di segretaria.
L’articolo riporta EDIFICANTI stralci di conversazione tipo “ma si, dai, tu timbra e poi vai a farti bella…tanto lo fanno tutti..ecc..”, e ovviamente è riportato anche il compenso per tutto questo, una cifra di circa tremila euro in più al mese, da sommare al normale stipendio per il suo impiego ufficiale.

A parte il fatto che mi sembra di assistere ad una di quelle commedie erotiche con Edwige Fenech e Alvaro Vitali, mi passano per la testa una serie di riflessioni:

Ma il contratto sarà stato redatto da un commercialista o un notaio….si sarà meravigliato della cosa? Quanto avrà preso di tangente? Saranno state tangenti in denaro o di altra natura? Anche il contratto particolare sarà rientrato nel pubblico impiego? Come venivano trattati i rimborsi spese? E gli straordinari? E le trasferte?

So bene che di ironia ce n’è poca in tutto questo, ma è l’unico modo per digerire il fatto che una donna con una figlia piccola e una serie di problemi personali (a quanto dichiara) si sia sentita COSTRETTA ad accettare un simile abuso di potere in virtù del notevole guadagno economico, invece di lottare affinché a SUA FIGLIA un domani non si debba mai presentare un simile problema.

Mi rode, si…mi rode parecchio, non giudico nessuno e non voglio farlo, ma non posso nemmeno accettare che lei si dichiari vittima. E’ vittima di un sistema, questo si, ma quello che stava facendo per avere una vita materialmente facile lo sapeva benissimo, e pur rischiando di sembrare eccessivamente rigida o moralista mi sento di considerarla semplicemente una complice.

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