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Chi scrive, ha l’anima inquieta e spera che nero su bianco sia cromoterapico per il proprio stato.
Chi scrive, in questo momento sta sperimentando in diretta. Il rumore dei tasti schiacciati, diventa in effetti cadenzata nenia su cui concentrarsi per placare i battiti accelerati.
Chi scrive, ha ora bisogno di farlo. Anche così, senza apparente senso che non sia puro sconclusionato sfogo.
Chi scrive, è come una fumatrice di sigarette finte, inspira a vuoto ma basta il gesto.

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