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Nell’espressione tipica della mia zona, avere la “tigna” non vuol dire essere ricoperti di macchie della pelle, ma essere dotati/e di una caparbietà e di una cocciutaggine rare e difficili da superare.
Ecco, in molti casi posso definirmi estremamente tignosa e chi mi conosce sa che potrei passare ore a cercare di risolvere rebus, giochi di parole, indovinelli, rompicapo più o meno difficili.
Un po’ come realizzare improvvisamente qualcosa che cercavi di ricordare da tempo!
La soluzione, quell’agognato traguardo che mi fa sentire soddisfatta e vagamente compiaciuta, e che mi spinge a cercare altre soluzioni, altre dosi di soddisfazione….una droga.
Ma veniamo a noi….questo meccanismo funzionava benissimo fino a due settimane fa, quando ho avuto la brillante idea di curiosare per capire cosa fosse questo “2048” di cui si parla tanto.
Ho iniziato a provare credendo di trovarmi di fronte ad una via di mezzo tra Ruzzle e il Sudoku, e sono ancora convinta che la sia natura sia effettivamente quella, ma non cambia il fatto che da due settimane io stia cercando senza successo di arrivare alla fine del gioco con la stramaledettissima somma di 2.048 (da qui il nome del gioco).
E’ diventata un’ossessione al punto di spingermi a scriverne per esorcizzarla, ossessione alimentata dal mio rifiuto categorico di utilizzare le scappatoie che ogni sviluppatore di applicazioni giochi fornisce per aiutare a risolvere gli stessi.
Io DEVO riuscire a far rimanere a fine gioco la sola bastardissima tesseruccia con su scritto “2048”, e solo allora potrò trovare la pace interiore e l’equilibrio mentale che mi abbandonano ad ogni tentativo fallito…diamine.
E voi non fate quelle facce di sconcerto o disapprovazione, che una tignosa tossica può diventare pericolosa quand’è in crisi d’astinenza!!
(PS: ora riprovo…..vi terrò aggiornati)

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