Me la tiro un po’.
E’ capitato che ad una scrittrice bravissima, sia venuto in mente di intervistarmi.
E’ capitato che ci siano tra noi una serie di cose in comune e un empatia, che mi hanno portata al colpo di fulmine.
Capita che io vi proponga la lettura di questo bizzarro e “veloce” incontro.
Grazie Viola Veloce, per la bella esperienza….quando lo rifacciamo??

Omicidi in pausa pranzo

9623ae60bb9ac778a1fa9992ae85a0a1I social network non sono altro che l’espansione delle dimensioni del campione statistico rappresentativo delle persone che hanno qualcosa in comune con te.

Questa è la definizione: “un campione è rappresentativo nella misura in cui costituisce un modello in scala della popolazione, capace di fornire un immagine fedele della sua struttura, delle sue proporzioni e della sua articolazione interna”.

Sui social siamo tutti profilati – volenti e nolenti – e siamo parificati nel senso che i social network, al contrario delle aziende, non sono gerarchici.

Hai un nome (vero o falso, chi lo sa). Punto.

Non sei codificato all’interno di un sistema gerarchico.

E se sei su Facebook, chiunque può scriverti sulla chat di Messenger. Così come tu puoi scrivere a chi ti pare.

Su social più recenti – come Twitter – non devi neanche chiedere “l’amicizia” per commentare il post di un altro.

Lo fai e basta.

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