Quando leggo una poesia e penso “vorrei averla scritta io”, c’è quasi sempre lui di mezzo.

massimobotturi

La punta di una barca da pesca è questo letto
l’approdo per un viaggio fecondo
illuminante.
Lo scoglio dove poggio i miei dubbi sull’amore.
Perché sono l’uccello dei vinti e delle spose
e cerco da una vita la fuga dalla luna.
Sono l’uccello delle fontane, degli abeti
son quello sugli orari dei treni e sulle more
un nido troppo fragile nel vento delle cose.
Sono l’uccello degli africani in mezzo al mare
la calce tumefatta dei miei cavalcavia
il ferro delle insegne di luce, le alberate
col nome dei liquori vicino alla Madonna.
Sono l’uccello sopra le tombe, becco aguzzo
due note per preghiera ed un fischio battagliero.
Sono partita a carte col libero animale
l’occhiata maliziosa tra orlo e cavigliera.
Sono l’uccello gran spettatore al noccioleto
il tarlo nel limone, l’Agnese lavandaia.
Sono l’uccello sul parabrezza, un dio veloce
la combustione fase avanzata, della vita.

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