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Detto-Fatto.

Una delle pochissime volte in cui faccio qualcosa che mi sono ripromessa, nei tempi mentalmente programmati, è stata ieri.
La mostra su Escher al Chiostro del Bramante, è qualcosa di incredibilmente raro.
Credo sia una delle mostre più ricche di opere, che io abbia mai ammirato.
Una fila assurda ci ha accolti – avanti, ditelo: e beh, vai alle mostre di domenica, che pretendi!!? – , nemmeno il superpotere della mia amica incinta e gli schiamazzi di due bambini giocosi hanno convinto il personale a farci passare. “NO”, perentoria la ragazza da guardia ci ha avvisate che per le donne con grossa pancia erano previste due comode panche, mentre i pargoli, redarguiti più di una volta, dovevano evitare di scomporsi troppo saltellando al centro del Chiostro.
Così, incoraggiate da tanta disponibilità organizzativa, io e la mia amica siamo andate al Book-Shop con i nostri figli, e con la scusa di dover assolutamente comprare posters e magneti per frigorifero, abbiamo lasciato i mariti forti del loro ruolo genitoriale e di capifamiglia, ad affrontare la lunghissima fila, pensando a quanto questo eroico gesto li avrebbe inorgogliti.
Mentre ci guardavamo intorno nel negozio, tra riproduzioni di opere Escheriane su qualsiasi supporto, i nostri figli hanno ovviamente scelto due cartoline che ogni bambino di 6/7 anni dovrebbe avere in cameretta: l’ inquietantissimo autoritratto con sfera.
Ecco che finalmente arrivano i due eroi, ora possiamo entrare.
E qui, per me, ogni cronaca può terminare, perché godere della contemplazione ravvicinata di quei tratti decisi e precisi tracciati dalla mano di un puro genio senza nemmeno un accenno di insicurezza o un’imperfezione, è qualcosa di cui non è possibile rendere l’idea. Di fronte a tanta perfezione non servono nemmeno le audioguide che raccontano aneddoti e origini, perché nell’armonia delle simmetrie e dei giochi ottici di Escher ti perdi, ti vuoi perdere tra quelle dimensioni diverse sullo stesso piano e quei cicli terminabili ma infiniti.
Ti ritrovi lì, incantata davanti a uno stormo di uccelli che in evoluzione diventano pesci, e ti senti davvero bene.

Stephy

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