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Ieri ti ho chiamato perché le nostre chiacchierate quotidiane erano una delle cose più belle della mia vita, e perché come ogni giorno volevo sapere come stavi.
Ieri non mi ha risposto la tua voce.
Non sapevo ancora nulla perché non mi ero collegata a internet dalla mattina, e mi dispiace di aver involontariamente costretto tua moglie a darmi nel suo immenso dolore, la notizia che mai avrei voluto sentire.
Ho riattaccato il telefono con la mano tremante e gli occhi gonfi di lacrime che sono uscite improvvisamente, copiose e violente.
Da ieri sono solo riuscita a scrivere quattro righe per unirmi al coro di quanti ti ricordano, e l’ho fatto ancora incredula.
Ci sono tante cose che vorrei scrivere su di te, per te, tu meriti ogni parola bella esistente, ogni frase non scontata, e sarebbe comunque troppo poco.
Ho già scritto di te sul mio Blog, per far vedere a chi leggesse cosa vuol dire trasmettere emozioni con parole semplici, sistemate su un foglio con grande maestria, e appena avrò esaurito tutte le lacrime che è possibile versare, riuscirò a scrivere ancora e ancora, cercando di rendere almeno l’idea di che persona meravigliosa eri (sei).
Ora vorrei solo telefonarti. Questa è l’ora in cui in genere chiacchieravamo di ogni cosa, dopo la mia pausa pranzo e prima del tuo riposo pomeridiano…sempre che la mattina tu non mi avessi già sentita.
Mi aggiornavi quotidianamente sulla tua salute, una salute che da tempo mancava di sostenerti, ma che tu affrontavi con una forza unica e con la speranza per te e per la tua bella famiglia di restare ancora per molto, come doveva essere. Invece il tuo cuore così immenso, non è riuscito evidentemente a reggere l’accanimento che la vita ti ha riservato.
Tempo fa scrissi un pensiero a te dedicato: “Ci sono vite che nascono a credito“. Non ricordo se tu l’abbia letto o meno, ma è un pensiero che continuo ad avere, e che fa drammaticamente rima con uno tuo, espresso pochi giorni fa: “Se io muoio domani, ho fatto pari. Non vinco il titolo, ma di me si parlerà bene“.
Tu mi conoscevi benissimo Lollo, pur conoscendoci da appena un anno e mezzo eri l’unica persona in grado di capirmi da una virgola e una parola.
Non avrei mai pensato di poter avere la fortuna di conoscerti, non avrei mai pensato che in questo poco tempo tu potessi diventare assurdamente il mio amico più caro, mostrandomi cosa significa affetto puro e sincero, insegnandomi a lasciar fluire nelle parole le libere emozioni, credendo in me e in quello che scrivo, incoraggiandomi a fare lo stesso, ascoltandomi e parlandomi apertamente, facendomi vedere quanto grande e unico è l’amore per i propri figli e per la propria famiglia.
Ci accomunava la genitorialità, e credo onestamente di non aver mai visto un padre e una figlia così uniti, così innamorati l’uno dell’altra, tu ne eri consapevole, lei ne è consapevole e lo sarà sempre.
Ripenso alle nostre conversazioni, ai tuoi insegnamenti, e posso solo sentirmi privilegiata del fatto che tu mi abbia concesso di fermarmi nella tua vita, non ho mai evitato di dirti quanto ti voglio bene, e sono onorata di averlo potuto fare.
Vorrei solo sentirmi dire come al solito: “Ste’, ora questo bel ragazzo ti saluta“.
E in quella definizione, per me, era racchiuso un mondo intero di emozioni e sentimenti che chiunque ti abbia conosciuto, porterà sempre con sé.
Ti voglio bene, BEL RAGAZZO, non ti dimenticherò MAI.

Stephy

PS: per chi volesse conoscere Lollo, il link in alto dirà tante cose di lui come grande artista, come raro professionista….e comunque non è abbastanza.

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