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I momenti poetici.
La frequente sensazione di osservarsi dall’esterno del proprio corpo, solo per un attimo, e godere della poesia di quanto stiamo vedendo.
Ciò che amo della poesia, è la sua abilità a nascondersi nei gesti e nelle cose della vita.
Ciò che amo della poesia è che nel momento in cui la scopri, capisci che non avrai mai bisogno di occhiali.
Ed è composta da momenti. Momenti che vanno cercati, esplorati, curati, ricordàti.

Ore 20.30:
Un letto a due piazze e lunghezza fuori misura.
Due lampade a luce soffusa.
Tre libri: “Il momento è delicato”, “La strana macchina dei libri”, “Il capitale”.
Tre autori: Niccolò Ammaniti, Geronimo Stilton, Thomas Picketty.
Tre persone: madre, figlio, padre.
Tre personalità: la sognatrice idealista e malinconica, l’ometto curioso e determinato, il collezionista di teorie.
Tre segnalibri: un disegno fatto apposta e ritagliato con cura da seienne, un invito di compleanno, il lembo della copertina stessa.
Due teste sul cuscino, una sul legno della testiera.
Due gambe piegate, due accavallate, due distese.

Ecco, io alle 20.30 ero contenta di osservare la poesia dei tre lettori sincronizzati.
Quei tre viaggiavano sulla stessa automobile, ma ognuno dal finestrino vedeva scorrere il proprio paesaggio.

Stephy