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Voi non sapete cosa si provi ad essere al di là del vetro.
Credete che non vi veda, ammassi di carne in movimento, vi credete superiori solo perché avete una struttura in grado di portarvi ovunque vogliate andare.
Non come me. Non con una fetta di prosciutto e una di formaggio a ricordarmi che ogni momento potrebbe essere l’ultimo.
Da questa teca in cui sono confinato da ieri, vedo il vostro universo. Vedo gli occhi affamati che vorrebbero ma non possono, vedo cedere alle tentazioni e divorare brioches insieme ai sensi di colpa, vedo le ridicole indecisioni davanti alle troppe alternative, vedo i sorrisi, vedo i problemi, vedo amore, vedo indifferenza e insofferenza.
Non so quale prezzo mi abbiano assegnato, certo è che non devo essere proprio economico visto quanto mi hanno farcito e vorrei esistesse un modo per dirvi che non sono fresco. Mi tengono in vetrina bello esposto, con la giusta luce per farmi bello, ma credo di puzzare, ed è umiliante averlo capito da quella mosca che da ieri sera mi ronza in testa.
Vi osservo, mi guardate, è logorante.
Ieri mattina avevo appena fatto amicizia con Pino, un tramezzino al salame e uovo sodo davvero simpatico. Mi stava raccontando del tipo che lo aveva riempito di maionese e del disagio provato, quando improvvisamente lo hanno afferrato senza nemmeno il tempo di salutarci, bastardi. La mattina a quell’ora dovreste preferire le paste, quelle sullo scaffale in basso,  siete un popolo di egoisti.
Eccola di nuovo, la mosca, lo so che vi scoraggia e ne sono contento.
E tu che vuoi? Sono tre minuti che mi guardi in cerca di ispirazione. Tu con quella camicia bianca e la giacca, starai andando a lavoro, sei fresco di barba, abbronzato e pettinato, non puoi farti il viaggio con me sullo stomaco, rischieresti di appesantirti, ridicolo mangiaproteine, prenditi ‘sto caffè e smettila di fissarmi. Non mi meriti.
Preferisco ammuffire in una pattumiera, piuttosto che farmi mangiare da uno così. Lasciatemi tutti in pace fino all’ora di chiusura di questo schifoso bar, io domani sarò libero, e voi sbrigatevi che fate tardi.

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