Quest’uomo saprebbe fare d’una prima colazione, poesia.
Ti adoro, Massimo.

massimobotturi

Saprai quant’è importante ogni cosa, la infinita
la piccolina e quella perduta.
Il volo breve, il passo di un bambino
dopo la malattia, il bacio di un amico tornato
il canto muto
di mamma mentre spiccia e già pensa a far di cena.
Vedrai come il più sciocco respiro sia possente
un vento tra africano ed indiano
un’acqua cheta, che d’improvviso s’alza sul mondo.
Il tuo destino, il dodici di un mese qualunque
il libro letto, e quello che ti aspetta con gambe spalancate.
Ritroverai il sapore delle amarene nuove
il nettare del fiore che hai strofinato agli occhi;
la tenera peluria di Carla e la morosa
venuta dalle scale come una mareggiata.
Vedrai come si spacca il tuo cuore per davvero
davanti alla bellezza, al dolore, al firmamento
a quel cavallo matto nel prato, agli usignoli.
E proverai più forte quel desiderio antico
d’avere il fiato forte dei vivi…

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