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Mettete un pomeriggio a fine lavoro, e una voglia di evadere dall’ufficio con la testa prima che col corpo.
Mettete che una ha gli amici che si merita.
Mettete che uno di questi amici sia particolarmente predisposto al cazzeggio e ai giochi di parole.
Mettete che ci sia modo e modo di cazzeggiare.
Mettete che quando c’è del genio, ogni cosa può diventare un piccolo capolavoro, anche una conversazione sviluppata con commenti in rima.
Tenuto presente tutto questo, vi faccio dono di una perla che secondo me potrebbe essere annoverata tra le opere goliardiche in rima di grande spessore!
La goliardia gioca spesso con i doppi sensi, e così due personcine serie e impegnate possono ritrovarsi ad improvvisare un dialogo di finto corteggiamento, che sarebbe sicuramente piaciuto a Monicelli…ma anche a Lino Banfi.
Il mio amico mi ha ovviamente autorizzata a pubblicare le sue parole.
Credo che i nostri rispettivi coniugi intenteranno una causa di divorzio con l’aggravante di insanità mentale e demenza….ma di gran classe!!

Buona lettura.

Tiziano: Ti avevo detto in chat di non dire cosa faccio tutto il giorno! ma che figura mi fai fare???
Stefania: Son poetessa, lo sai 🙂 
Tiziano: Oh! poetessa, mia badessa! Sai che fare con la fessa? chi vuol esser lieto sia, la dovresti un po’ dar via! 
Stefania: Lo puoi dire a tua sorella, io se vuoi ti do’ l’ascella.. 
Tiziano: Oh splendore! oh mia Fata! va ben l’ascella…ma se è rasata! 
Stefania: Tiziano…che seduto sul divano, si sollazza in modo strano, e se pensa pure all’ano, perde l’uso della mano. 
Tiziano: Ormai son qui col fiato corto…e anelo pezzi del tuo corpo…anche ala, o petto o coscia, se la cosa non t’angoscia.
Stefania: Potrei darti anco il collo, ma quella non te la mollo.
Tiziano: Ma non la devi a me mollare, io la voglio conquistare.
Stefania: Posso dir con sicurezza, e più nobile franchezza…che per gatti non c’è trippa, ti consolerà una pippa.
Tiziano: Se tu vedessi l’argomento, ne trarresti godimento! e non far la puritana ! io lo so! sei tutta tana!
Stefania: Questa tana ha un prediletto, non è proprio un angioletto…e se legge solo un verso, meglio è che ti dai perso.

Tiziano: Tu lo sai non son geloso, io per primo e pur lo coso, che portebbe con gran spasso giocar con te e un altro casso.
Stefania: Tu proponi cosa ardita, che mi lascia assai basita…Io te e un altro casso, ma stai attento in loco basso.
Tiziano: Tu lo sai nel mio pertugio per nessuno c’è rifugio, più altruista lui davanti che gioir fa tutti quanti.
Stefania: Tu continui col maschile, ti facevo più virile.
Tiziano: Oh mia cara, non hai fede, lui seppure che non vede, quando è lì e alza la testa trova sempre via maestra.
Stefania: La tua sembra buona fama, ti destreggi con la dama…ora sono assai curiosa, ma pur sempre sono sposa.
Tiziano: Ma se tu venissi qui, io conosco un b&b, con gran letto, colazione e gran vista sul balcone.
Stefania: Mi lusinga quest’invito, lo dirò a mio marito.
Tiziano: Le altre donne come son messe? se vuoi invito la mia EsseEsse.
Stefania: Un quartetto assai intrigante, potrà essere appagante…e se sarà divertente, lo diremo ad altra gente.

Tiziano: Poi per essere appagato potrei vendere il filmato, tu puoi fingerti bagnina, un po’ popputa e biricchina, io invece senza svista, potrei esser batterista.
Stefania: Questa idea non è malaccio, un pensiero ce lo faccio…ma per immedesimarti, poi dovresti anche tatuarti.
Tiziano: Ma dalle foto che ti ho mandato tu lo sai son tatuato!e non parliamo delle tue, quant’eran trenta o trentadue?

Stefania: Non ricordo tatuaggio, solo un pelo da selvaggio…e le mie eran quaranta, so che il numero ti incanta.
Tiziano: Il mio pelo è tutta miccia che poi esploder fa salsiccia ed io lo so mia bella fata che tu ami la grigliata.
Stefania: Come disse il buon Confucio, se ci provi te lo brucio.
Tiziano: Voglio seta, candele e del buon vino, tu sarai il mio dolce assai divino. 

Stefania: Or comprendo il tuo obiettivo, il mio corpo vuoi lascivo…per poterla poi vedere, cercherai di farmi bere.
Tiziano: Io qui non posso elencare tutto quel che ti vorrei fare, qui non basta la favella, quest’è lavoro per cervella!
Stefania: Dillo pure, sii onesto…non reprimere anche questo.

Tiziano: cosa credi che son balle? mica collezion farfalle…tante son le mie parole per ottener tuo cuore.
Stefania: Non potrei mai pensarlo, non mi tocca questo tarlo…Ma a parole sei capace, dimmi quello che ti piace.
Tiziano: non son uom che dice quel che gli piace, io amo la donna che mi ama e poi…tutto tace.
Stefania Nardi: Quella donna non son’io, e perciò ti dico Addio.La conclusione l’ho cercata, perché è finita la mia giornata..ho una casa che mi aspetta, perdona dunque la mia fretta.
Tiziano: Oh! che cos’è che dici? Dama! oh! ma porca la puttana!
Stefania: Che risate mi son fatta, e nessuno ha disturbato…sol Luciana ha commentato, sarà stata soddisfatta? Ora porgo un bell’inchino, e verso casa m’incammino.

Tiziano: E qui perso alla stazione, penso alla mia triste situazione…ho pure perso il Pendolino…vabbè…rimane sempre il pistolino.
Stefania: Mio tesoro, mi rattristi…tornerò da te, resisti!
Tiziano: tutto il giorno qui che aspetto il suo inchino per diletto, e lei invece che vuol fare? mi vuol solo salutare! 

Stefania: Ciao!
Tiziano: Ciao! ” 

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