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Vorrei essere lassù con Samantha, a prendere per il culo i miei troppi chili svolazzando leggiadra tra un abitacolo e l’altro di quell’intima base spaziale.
Ci penso da quando lei è partita “a razzo”, all’impatto emotivo che potrebbe avere una simile esperienza sulla mia psiche. Cerco di immaginare come potrei vivere per mesi o anni, tra macchinari ipertecnologici, luce artificiale, assenza di gravità, con la compagnia costante di quattro o cinque persone…sempre le stesse.
Come funziona, Samantha? Come ci starei io, lassù?
Mi sveglierei dal sonno e saluterei quelle facce ogni giorno buio, farei colazione con loro a base di cappuccino condensato e biscottini secchi. O forse berrei qualche bibitone molecolare con canuccia?
Mi laverei e vestirei con una delle tante tute a disposizione (come si laveranno i panni nello spazio??), poi inizierei le attività quotidiane con il sorriso cordiale imposto dall’occasione.
Ma come si fa se qualcosa non si incastra alla perfezione?
Io che sopporto a malapena una settimana di vacanza con altre persone nello stesso appartamento, e sono pure amici, come resisterei in caso di lite o insofferenza? Non è che puoi prendere e farti un giro nello spazio per smaltire la rabbia, è complicato.
Magari sono la solita fortunata, e il russo che è con me nella base spaziale è un patito di musica neomelodica napoletana, oppure l’americano lascia costantemente in disordine il bagno e non cambia atteggiamento nemmeno dopo averglielo fatto notare più volte… come farei? E se qualcuno avesse problemi di forte alitosi? E come farei con le battute che non mi fanno ridere? Si può fingere per tutto quel tempo?
Alla fine sarebbe tutta una questione di sopportazione e compromessi, che già sono difficili da trovare sulla terra, figuriamoci a bordo di una specie di container sparato nello spazio profondo.
Però cara Samantha ti invidio lo stesso, e lo stesso vorrei avere la possibilità di affacciarmi ad un oblò e vedere le cose che tu starai vedendo adesso e magari potrei esprimere un desiderio direttamente alla fonte.
Ma una cosa è sicura, viste le scarse alternative ludiche, non avrei finalmente problemi a trovare qualcuno che voglia giocare a Scarabeo con me.

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