Tags

, , , , , , , , , , , ,

Un caffè. Riuscite a pensare a qualcosa di più polisemico?
Un caffè è sinonimo di qualsiasi intenzione voi vogliate esprimere, è l’accompagnamento amaro, macchiato o addirittura decaffeinato, alla sfaccettatura che in quel momento sta assumendo quella tazzina davanti a voi.
“Ti va un caffè?” , “Magari un giorno ci prendiamo un caffè!” , “Dai, ci prendiamo un caffè e ne parliamo” … e così via.
Ognuna di queste frasi ha una gamma di significati che farebbe impazzire il presidente dell’Accademia della Crusca nella ricerca dell’algoritmo che rende possibile una simile polifunzionalità espressiva.
Se state pensando che la cosa sia altrettanto possibile con gli aperitivi o con il thè, vi sbagliate. Richiedono la situazione adatta e tempi pianificati.
Quello che rende il caffè perfetto ad ogni scopo, è la facile reperibilità, il costo minimo, la non necessità di un orario prestabilito e la velocità, che può all’occorrenza trasformarsi in lunga convivialità se il caffè viene comodamente sorseggiato ad un tavolino. Si adatta a qualunque esigenza.E’ diplomatico. Si, il caffè è diplomatico. L’ invito per un caffè permette di avanzare proposte senza esporsi, lascia intendere che ci potrà essere uno scopo preciso dietro l’incontro, ma non richiede di sbilanciarsi subito.
Provo a riprendere alcune delle espressioni che ho scritto sopra, dando diverse chiavi di lettura alla stessa proposta, vediamo cosa esce fuori.

“Ti va un caffè?”:
1) Due amici si sono incontrati all’uscita degli uffici comunali dopo essersi fatti tre ore di fila per una pratica, e vogliono rilassarsi facendo due chiacchiere.
2) Lei passa all’Assicurazione per il rinnovo polizza e l’impiegato prova ad attaccare bottone invitandola al Bar con la scusa dell’attesa per la pratica.
3) Due colleghi vanno in pausa.

” Magari un giorno ci prendiamo un caffè”
1) Lui cerca di chiudere velocemente una conversazione che lo sta sfiancando.
2) Il fornitore cerca di proporre nuovi prodotti al cliente, e questi lo rassicura bonariamente con un’ipotesi di invito, senza comunque aver concluso l’acquisto.
3) Lui e lei vorrebbero incontrarsi, ma non sanno quando, e per non sbilanciarsi troppo facendo intuire il desiderio di vedersi, uno dei due la butta lì sperando che l’altro si riveli prima.

Ci sono più esempi, giuro, e li ho tutti in mente, ma il fatto che io stia esaminando questa logica caffeinica all’una e dieci di notte, è sicuramente attribuibile ad un eccesso diurno di caffè con due cucchiaini di zucchero, ma credetemi, c’è dell’elaborazione psicosociale in tutto questo.

Advertisements