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Eccomi, mi sento decisamente meglio. I brividi se ne sono andati e già mi mancano, le ossa fanno sempre male ma quella è vecchiaia e per chi se lo stesse chiedendo: ho tagliato le unghie dei piedi.
Mezzarzilla, giungo con modesto ritardo ad augurarvi un Buon Duemilaquindici, che non veniate a dirmi poi di quel giorno in cui dimenticai l’augurio.
Buon Nuovo Anno, dunque, che bilanci o migliori quello precedente…quello andato.
Ma poi, dove vanno a finire gli anni passati?
Non è che ogni tanto possiamo andare a ripescare nel contenitore degli anni usati, qualcosa da riadattare per l’occasione? Immagino un gran rispolvero di frasi e azioni, tutte targate “senno di poi”, come nel più tradizionale dei desideri.
( che poi è facile dire che il senno di poi non esiste, che ogni scelta è quella migliore sul momento…molto facile. Qualcuno mi provi con certezza che non esiste. Si dovrebbero concretizzare prima svariate teorie fisicoquantistiche, in grado di farci realizzare che in un “prima” esiste effettivamente conoscenza del “poi”, solo in quel caso potremmo collegare i due senni.)
Se non possiamo cambiare nulla dell’anno passato, facciamo almeno in modo che quello attuale possa essere più vicino alle nostre aspettative o alle nostre esigenze.
Auguro questo a tutti voi e a me, visto che il tempo è sempre quello…monotono e inesorabile…riempiamolo di cose belle e cerchiamo di stare bene.

Stephy

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