Mani.

massimobotturi

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Per sempre ti darò queste mani
la compagnia che fanno cantando.
Sono tue
il tempo le ha ferite tacendole un’inezia;
la destra prova a darti poesia, l’altra seduce
ti versa l’acqua dentro il bicchiere
il riso in bocca.
Sono per te
monelle o discrete
americane, se preferisci corrano il corpo.
Passeggere
sui vetri del vapore a contarti la fortuna
i voli del ragazzo felice
i suoi bisogni
di metterti la testa sudata sulla gonna
e di sentirla poi presa intera, tra le mani.
Le tue stavolta, pietre del sud
carteggi noti
di calli e turni il primo mattino, a Parabiago
in quel seminterrato di fabbrica iniziale.
Le tue che sono marmo di rosa
le affilate
le tue puntate dritte al mio cuore
le tue cieche, di rabbia
i giorni che siamo morti, e poi risorti
per questo vizio umano di darci un po’ all’amore
come se fosse il primo, ogni…

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