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Questo silenzio che è ricordo e domande
E bisogno.
Che vorrei allungare un braccio
e trascinarti via da lì,
i santi sono fatti di nuvole
tu no,
e urlarti che manchi
a questo covo di dannati,
ti piange l’amica e la pagina incompiuta.
Vorrei restituirti le ragioni
che mie non sono state.
Dirti che mi servono i tuoi occhi
per vedere nella nebbia,
quelli consumati
velati di vita negata,
quelli che guardavano il cuore di tutto
e tutto mostravano.
Mi servono i tuoi occhi
a volte
per vedere me.
Affàcciati.

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