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Era inverno e lei non lo sapeva.
Continuava a camminare solo controluce per strizzare gli occhi al sole
e starnutiva, si, forse allergia o solletico dei raggi.
Cinque gradi fuori, che al mare sono meno, lei continuava a fare colazione col thè freddo
e a merenda un bel gelato.
Scherno e giudizi non la toccavano, gelidi pupazzi in movimento con la tiepida nostalgia d’una scontata Estate, lei aveva il fuoco dentro e non sapevano.
Superba avanzava, col coraggio della pazzia, porgendo occhiali da sole a chi non voleva vedere quanto era calmo e azzurro il mare.

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