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Sarò la mia Primavera,
di quella vecchia sottobraccio ancora
a lisciare rughe con l’amore.
Primavera del bentornato,
del sorriso e d’un pensiero mai svanito.
Sarò il solito, breve sogno del mattino
spezzato dall’idea di ridere alle sette,
un desiderio di affogare nei pollini
l’aria che non c’era,
il rosa che non mi avrà mai.
Sarò il timore del freddo di sera
e quel brivido creato all’improvviso
per avere sulle spalle la tua giacca.

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