L’Oceania di Massimo.
Quanta magia nelle sue parole…

massimobotturi

Si, piccolina è questa terra
la puoi in un pomeriggio percorrere, pestare;
vederne il limitare concreto
udirne il fasto, che fu dei latifondi
dei gran seminatori.
Più piccola di te
che da sempre non raggiungo
di te che gambe larghe mi pari l’Oceania
un’onda di guerriglia che complica
si frange, s’abbatte a volte in questa mia bocca
e sembra un treno, di spume e di detriti
portati da marea, la bassa
la bastarda. L’inutile marea.
No, non sai
malinconia di un uomo non sai che cosa sia.
Tu vedi l’usignolo nel viale, il pettirosso
le mie parole alzarsi ai lampioni, i moscerini;
i fanali stravaganti di certi, là lontani
che vanno a benedirsi di baci.
No, non sai, che l’Oceania è il piede toccato
e lì io annego
nella risoluzione incompiuta, nel tuo fango.
In quelle labbra sempre discrete, nel tuo bere
i sorsi degli uccelli di mare.
L’Oceania,
è…

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