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Mi sfugge il cinismo, ed è un casino quando succede.
Raramente permetto agli eventi di apparirmi ancor più nefasti di quanto essi siano, ma oggi la concatenazione è stata di quelle raramente accadute, con tanto di sale versato per sbaglio e prontamente gettato dietro le spalle come fossi superstiziosa.
Che poi io superstiziosa non lo sono, infatti giorni fa ho rotto accidentalmente lo specchio senza subire particolari traumi psicologici, ma sfido chiunque a passare sotto una scala aperta senza sentirsi un emerito incosciente.
Il cinismo, dicevo, da qualche giorno l’ho perso e fatico a ritrovarlo, e insieme a lui la capacità di reagire a questa serie di complicazioni che la vita si diverte a buttarmi qua e là lungo il percorso, giusto per non farmi mai abbassare la guardia, che non si sa mai.
E invece mi serve. Il sarcasmo è ancora a buoni livelli, insieme all’autoironia, ma il cinismo mi manca. Devo ritrovarlo. Quel leggero distacco che mi permette di ridimensionare gli avvenimenti, di guardarli con il mio finto piglio da dura e all’occorrenza snobbarli passando oltre.
Mi sento empaticamente nuda e troppo poetessa, che la Poesia scorre forte in me (citazione colta) e lo so, ma non si può vivere di sola empatia….ogni tanto bisogna pure saper dare capocciate senza farsi male. Diamine.
Continuerò la ricerca dunque, sperando di ritrovare presto le mie briciole di cinica prosa.

Buonanotte
Stephy

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