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– Buongiorno Dottore.

– Prego, si accomodi, dica pure.

– Ecco, da qualche giorno ho un dolore tra il petto e lo stomaco, che si acutizza dopo mangiato. All’inizio pensavo potesse essere acidità, ma il dolore continua nonostante i digestivi e gli ansiolitici, lo sa che poi mi viene l’ansia e finisco col curare quella.

– Capisco. Bene, si spogli e inizi a cantare Bluemoon.

– “Bluemoon….you saw me standing alone…without a dream in my heart”…. – ancora?

– Si, continui pure, le dico io quando smettere.

– …”Without a love of my own”…

– Qui le fa male?

– No.

– E qui?

– Ahi!

– Immaginavo, ho sentito che sul La Minore le vibrava un po’ la voce. Sul Do andiamo bene, ma il La è abbastanza compromesso.

– Strano però, fino a ieri mi accordavo perfettamente. Dice che è l’effetto degli ansiolitici?

– No, direi di no. La zona dolorante mi fa più pensare ad una patologia a carico dei sogni.

– Oddio, i sogni no. Ma è sicuro? Eppure a stomaco vuoto sembra tutto normale.

– Beh, quello perché a stomaco vuoto il nostro organismo attiva gli anticorpi delle piccole cose, che compensano il malfunzionamento dei sogni. Mi dica, la motilità empatica è regolare?

– Veramente negli ultimi giorni sono empaticamente stitica.

– Ecco, questo non va bene, la stitichezza rischia di intaccare seriamente il sistema immunitario delle piccole cose, spero che almeno la curiosità sia attiva.

– Si, quella non manca, ma la sua diagnosi mi preoccupa Dottore.

– In effetti signora, glielo dico con onestà, dovrebbe riattivare un po’ il metabolismo per ristabilire l’equilibrio delle piccole cose. Poi possiamo lavorare sui sogni, ma se non mi riattiva il sistema, temo dovrò prescriverle una cura intensiva, preferirei tentare un approccio blando e vedere come va.

– Va bene, mi dica cosa devo prendere.

– Allora, intanto mi fa due strofe al giorno di Let’s call the Whole Thing Off, ma solo la parte di Louis Armstrong, e quando si accorderà perfettamente, mi passa alla Fitzgerald.
Prima dei pasti mi raccomando, scriva l’elenco di quello che sta per mangiare e faccia un acrostico per ogni vivanda.
La sera prima di coricarsi, e solo dopo aver letto almeno un capitolo di libro, faccia tre sciacqui alla gola con acqua e poesia, e cerchi di addormentarsi sul lato sinistro, per permettere il normale afflusso del sangue ai sogni.

– Per quanto tempo, Dottore?

– Mah, direi almeno per un mese, poi mi telefoni e mi faccia sapere come va il dolore, ok?

– Perfetto Dottore, la ringrazio molto. Arrivederci.

– Buona Serata a lei.

 

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