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Canto di speranze intrecciate in matasse
di fili annodati e rabbia e impazienza,
la voglia di appenderli all’abete di un Natale.
Grovigli stesi, illuminati a giorno e io
rapita, devota e intermittente
trascinata da spirito nuovo, a credere.
Canto dei Santi impolverati e logori
sì vivi da far tremare terra.
Beati tra cumuli di preghiere, da impegnare
per un’ora di peccati,
e la mia,
che il coraggio di accoglierla
riempirà sempre le tasche alla realtà.

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