Come l’uovo e la gallina.
Non si sa chi nasce prima, ma nasciamo.
Grazie Massimo

massimobotturi

Roma

Io, giovane stronzetto in Via Dell’Orso.
Io che le mani avevo callose a recinzioni
il freddo nelle ossa di un ospite straniero
venuto alle acque rotte del Tevere
smodato, nella mia cecità lavorante.
Roma grassa
tenace come un’orca dei fiordi, mai dormita
putrella di una vecchia stamberga.
Roma antica
pulita con la spugna di aceto
con leccate, di premature lingue d’assalto.
E me, perduto, sul sessantuno là a Pietralata
tra le donne
che incinte mi cedevano il posto. Me bellino
il cardigan di mamma per le buone occasioni.
E poi il Quadraro vecchio con gli occhi da paura
gli strilli tra le scale e i palazzi, le risate.
Roma strana
lontana dalle grazie dell’arte, dagli uffici
dalle ambasciate e dalle colonne.
Roma gola
le cime d’aglio e dopo le acciughe
fa’n par d’etti.
Roma e i suoi cani sui marciapiedi
poi l’Atlantic, Via Tuscolana lunga come una cantilena.
Fellini e…

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