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Quando attraverso fasi altalenanti,
quelle in cui senza slancio non riesco a salire, mi viene voglia di fare un giro sui “calcinculo”, che non so se anche fuori Roma chiamate così la giostra con i seggiolini appesi che girano.
Durante il giro potevi divertirti a calciare quello davanti per farlo dondolare di più…noi romani siamo sempre avanti con le definizioni creative, si sa.
Alternativa ai “calcinculo” potrebbero essere l’autoscontro in cui sfogare la personalità repressa da coatta stradale, oppure il labirinto a specchi in cui perdermi tra i mille riflessi di me fino all’accettazione per nausea, senza più trovare l’uscita, coltivando finalmente un concreto dialogo tra me e le mie tante me stessa che potrebbe anche portarmi alla comprensione finale, a seguito della quale non escludo l’Illuminazione.
Potrei anche curare la fase altalenante con un giro nel Tunnel dell’Orrore, urlando di paura ad ogni cartonato zombie e vedere se almeno da adulta riesco a spaccarne qualcuno.
Eviterei il tiro a segno, che mieterebbe l’ennesima vittima tra i pesciolini rossi vinti.
Mi resta la Ruota Panoramica o il Giro della Morte, talmente agli estremi opposti che forse mi conviene semplicemente scendere dall’altalena e tornare a casa.

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