I Fotolavori di Stephy

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Come quel banco di sarde oscura l’acqua
così la moltitudine d’anime in banchina.
Di là c’è la città da svenire, il guscio vuoto
milioni d’occhi senza corallo
né parole;
ché ognuno porta in giro la storia smaliziata
dei letti caldi a immagine d’oppio.
Tu sei dio, al pari degli stormi nel vento
un’ape forse, disorientata al miele d’amore
ai popolari
cemento di fattura minore. Stessi passi
d’un esodo nel tempo di magra
verso cosa, o dove poi si crede migliore.
Un colpo d’ala
un guizzo fuori onda
un acuto.
Un avvenire

(Massimo Botturi)

Foto mia.
Parole di Massimo

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