Tags

, , , , , ,

Io non ne posso più.
– Guardatemi!! Qualcuno apra questo cazzo di sportello!!
Sono qui…davvero…sono quella che si agita schizzando in diagonale come una forsennata!
Sono quella piccola e nera…e voi siete grossi e sordi, non avrei mai pensato.
Da ieri mattina vi vedo entrare e uscire, un via-vai di gente più o meno sveglia che si piazza qui davanti e osserva, osserva, osserva, chiede, sceglie, ci ripensa, di nuovo sceglie.
Io sono sempre qui dentro, ho appena cagato sulla crema pasticcera ma nessuno lo saprà mai.
Un giorno intero a mangiare le briciole rancide di questa millefoglie a due strati ormai cementati, a pulirmi sul piattino. Un giorno intero chiusa in questa gabbia di vetro, pure lontana dal ripiano dei cornetti, dimenticata tra i mignons e le liquirizie sfuse, quelle ammassate nel corso degli anni e mai sostituite, quelle imbalsamate tre livelli sotto ai nuovi arrivi.
– Qualcuno per favore guardi da questa parte!!
E pensare che quando mi vedete all’esterno, cercate sempre di mandarmi via…ora sono io che ve lo chiedo…sono qui!
Non dico che dobbiate optare per ‘sta maledetta millefoglie, ma almeno un occhio schifato su di me, posatelo.
Sto sbattendo contro il vetro da ore, ma la televisione perennemente accesa e il vostro vociare delirante vi distrae, lo so. Devo continuare però, è l’unica possibilità che ho di uscire da qui.
Sigillata, pure sigillata ‘sta teca, nemmeno una fessura!
– Ma ciao! Eccoti! Dai, avvicinati, guarda le liquirizie!
Tu, cappottino verde speranza, chiama tua madre, forza…
Eccola, la signora tutta anelli.
Brava, indicami inorridita…Eccomi!!!

Aria.


 

(Mi avevi chiesto di scriverla. È passato tanto tempo, tanti pensieri. Con te se ne sono andati un po’ anche il senso e la voglia di completare gli esperimenti divertenti e le piccole sfide con me stessa. Forse è ora di riprendere le redini di qualcosa.
Questa intanto è per te.)

 

 

Advertisements