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Mi oppongo a quel finevita che non ci vuole come Monicelli, tutti a saltare da un balcone ormai novantacinquenni.
Ho romanticamente ammirato la sua morte, l’ho sempre immaginato con un mezzo sorriso accennato per sdrammatizzare il referto medico e col dito medio alzato mentre dopo aver fatto un grosso sospiro si ritirava in caduta libera da una vita piena e meravigliosa, vissuta fin all’osso, che avrebbe voluto farlo finire malato, in un letto senza risveglio.
Invece lui no, lui ha mantenuto fino alla fine la sua lucidità critica e la sua ironia, rimasta intatta fino ai suoi novantacinque anni, e si è congedato. Come non amarlo.

Mi oppongo dunque, perché Scola non ha avuto lo stesso privilegio, come molti altri “comuni mortali”. E hai voglia a dire “eh, ma prima o poi doveva succedere”…no!
Per Monicelli questo discorso non reggeva, non dovrebbe reggere per nessuno!

Il mio regista/sceneggiatore preferito di sempre, se n’è andato lasciandomi (ci) un vuoto enorme che davvero non può essere colmato con i famosi “memorial day” di necrologio, quei palinsesti televisivi postumi e pieni di odiose pubblicità con cui insultano la memoria dei celebri trapassati. Che è bello vedere certi capolavori alla tv, ma dovrebbero essere trasmessi spesso, non solo per un giorno commemorativo….che poi la gente smuove petizioni popolari per far andare in onda “Il Segreto”, non si può correre il rischio di saltare più puntate, eh.

Io i film di Scola li conservo da guardare quando voglio, e così farò ogni volta che avrò bisogno di rifugiarmi nella vera bellezza, di ordinare una “mezza porzione abbondante”, di “stendere lenzuola bianche su una terrazza romana”, di “mangiare porchetta fino a strozzarmi”, di “cantare canzoni partigiane davanti ad una scuola elementare”, di “trovarmi a dialogare con Fellini”…..

Hai lasciato tanto, Ettore, e sono felice di poterti ritrovare quando voglio.

RIP ETTORE SCOLA – 19/01/2016

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