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Alex aveva il cuore sintetico.
Potevi lavarlo mille volte a quaranta gradi e sembrava mai usato.
Se ci passavi sopra un panno umido, riuscivi a togliere la polvere sedimentata da anni di vita e tornava a splendere in quelle sfumature che troppo spesso non si notavano.
Alex aveva il cuore sintetico. Plastificato.
Il rivestimento gli garantiva una perfetta tenuta all’usura degli amori folli e del passato da rimpiangere, non sgualciva per le pieghe delle conseguenze e non aveva bisogno di caldo conforto per asciugarsi.
Alex aveva il cuore sintetico. Attutiva i battiti.
Niente eco ai sussulti, niente sussulti alle emozioni, niente emozioni.
Quel silenzio sterile accompagnò lo scorrere placido del sangue, in eterno.
Alex aveva il cuore sintetico e visse per sempre,
al riparo da fonti di calore.

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